venerdì 21 novembre 2008

il carrello



Sara cammina sempre con maggior difficoltà a causa delle iniezioni.
Oggi al supermercato si stava formando una coda di carrelli dietro di noi,
che non riuscivano a superarci.
Poi, arrivati a casa, l'ho "portata" in bagno attraversando il lungo corridoio
sopra il carrello che usiamo per gli scatoloni del trasloco.
Sara rideva mentre la spingevo.
Può diventare un metodo ingegnoso, anche per il supermercato...

mercoledì 12 novembre 2008

martedì 4 novembre 2008

lunedì 3 novembre 2008

La pista da ballo

Il locale era denso di fumo e di corpi di sconosciuti,
l'alcol nei bicchieri ne facilitava i movimenti e anche lo stare fermi, come un lubrificante per ingranaggi di braccia e gambe danzanti.
Lei si sentiva un po' a disagio per via di quella gonna a suo dire troppo corta, che le "tagliava" i polpacci e non la slanciava di certo.
Aspettava da due ore e ormai preferiva continuare ed attendere la chiusura; lui non sarebbe più venuto, ne era certa.
Seguiva i passi di una coppia al centro della pista, abbastanza brava da dare quasi spettacolo.
Ne ripeteva mentalmente le mosse, tutto sommato consolata dal fatto che con quella gonna non avrebbe potuto abbandonarsi a certe acrobazie. 

sabato 1 novembre 2008

La lotteria degli stati d'animo.

Ognuno si scelga una faccia per come si sente oggi,
l'innamorato, il deluso, il triste e lo scazzato,
l'apatico, l'invidioso, l'arrabbiato, come vi pare.
Metteteci un colore dentro e provate a indovinare
quale sarete domani, o come siete stati ieri.
Pensate a una grande lotteria dove al posto dei numeri bisogna
indovinare come si sentiranno le persone, domani
e immaginate tutti i sistemi, le combinazioni...
la posta in gioco è alta, il monte premi è la felicità.

giovedì 30 ottobre 2008

e billy?

Una sera siamo andati a cena dai nonni.
Poi siamo tornati a casa e sulla strada mio papà ha visto un riccio
che attraversava.
Allora lui ha fermato la macchina e siamo scesi a vedere.
Il riccio non si muoveva ma non era morto e
mio papà ha preso dei guanti che teneva in un nascondiglio
nel baule e ha messo il riccio nello scatolone dove mettiamo
la spesa del supermercato.
Quando siamo arrivati a casa la mamma non voleva tenere il riccio
in casa perché diceva che potevo pungermi.
Allora il giorno dopo sono uscita in giardino per vedere se c'era ancora
e avevo preso le forbici per tagliare le punte del riccio,
così potevo portarlo in casa.
Per attirarlo ho preso la ciotola del cane con le crocchette
e chiamavo il riccio. Avevo deciso di chiamarlo "Billy"
-Billy, vieni qui!
Ma lui non veniva.
forse il nome Billy non gli piaceva perchè non l'ho più visto.

martedì 28 ottobre 2008

Il gratta e vinci


Quel cazzo di gratta e vinci non saltava fuori.
Mille euro, da dividere per due (forse) potevano risolvermi temporaneamente le cose... non mi restava che cercarlo tra la spazzatura e la differeziata di casa, che per fortuna mi ero dimenticato di buttare nelle ultime due settimane.
Sono meticoloso in queste cose:
giovedì il giorno della plastica o della carta, ogni quindici giorni alternativamente.
Mercoledì mattina e sabato l'umido.
Il sacco nero domenica e mercoledì sera.
Semplice.
Ma finisco con l'accumulare tutto sul balcone e sotto il lavandino perché non sono mai in casa la sera, oppure mi metto in ciabatte presto, e poi non esco più.
Il gratta e vinci doveva essere per forza tra la carta, o al massimo nella scatola dove si erano rovesciati il sacchetto della carta e quello dei barattoli di latta dei bocconcini del gatto... dio se puzzava!
Cinquecento euro: 200 per le bollette, 50 per una spesa essenziale, 50 da ridare a Mirko per quella volta che siamo andati insieme a puttane...
100 per la benzina, me ne restano ben 100 da reinvestire in gratta e vinci, praticamente un biglietto vincente assicurato.
Ma doveva saltar fuori quel maledetto biglietto, altrimenti il meccanismo perfetto che da un anno a questa parte mi dava di che vivere si sarebbe inceppato, e allora mi sarebbe toccato di andare di nuovo da quella stronza dell'interinale a convincerla di mandarmi in qualche cantiere in mezzo a qualche marocchino a spaccarmi la schiena e le mani, oppure, peggio, chiamare mia madre cercando di impietosirla per spillarle altri soldi facendo la voce dispiaciuta al telefono... quanto ci stavo male.

tv.b.


Avevamo un televisore portatile sopra il lavandino della cucina, di fianco allo scolapiatti.
Era bello tenerlo acceso perché non disturbava, era come una radio luminosa, e nessuno si fermava a guardarlo perché tanto non si capiva chi stesse parlando...
e ogni tanto lo si spegneva perché ci serviva la presa di corrente per il tostapane.

domenica 26 ottobre 2008

La casa nuova.


Ho sbirciato dalla finestra dentro la mia vecchia casa che stanno ristrutturando: tolte le porte e le finestre, i profili in legno e il perlinato messo da mio padre per stare più al caldo.
La cucina sembrava sventrata come da una bomba, e ho rivisto sulle piastrelle colorate i pomeriggi passati in inverno
a giocare sul tavolo, vicino ai fornelli, mentre mamma cucinava e i vetri si appannavano: erano la nostra lavagna magica
su cui disegnare con le dita.
Adesso è semplicemente vuota e sporca, e scoprirla così è stato come rovesciare un cadavere con la faccia nel fango e scoprirci il volto di un amico.
Il pavimento coperto di calcinacci e il muro con le crepe... temevo di sentire la voce di mia madre intimarmi di pulire e rimettere tutto a posto.
Questo sono le case in fondo, solo mattoni e pietre e cemento; senza le persone e i ricordi ad abitarle sembrano la cosa più assurda e inutile di questo mondo: un modo per spendere o guadagnare soldi, per avere qualcosa a cui pensare la sera, una preoccupazione da chiudere a chiave e da riempire di cose, da infilarcisi dentro per non uscire e incontrare i parenti o un vecchio amico cui gli anni hanno arato la faccia e lo sguardo.
Piangerò per la mia vecchia casa, per i ricordi che si perderanno coi calcinacci nella discarica, e serviranno a tappare buche su strade sterrate tra l'eternit e le pannocchie.

Intanto...

venerdì 24 ottobre 2008

giovedì 23 ottobre 2008

mercoledì 22 ottobre 2008

Mr. CO2

Tosse tosse gracchia la voce,
brrum frram trram, sgasano e sgommano i suv
suv ergo sum
con arroganza e orgoglio mangio la strada e le troie
e sono sempre in tiro, e tiro, al giro.

LA CRISI

Crisi sentimentale di idee davanti al foglio bianco. Dietro le croci delle finestre il muro scrostato della casa di fronte.
Sotto il passo frettoloso degli ultimi che rientrano a casa dopo il lavoro,passi che picchiano sulla pietra del corso.
E' inverno, sono lontano da casa, lontano dall'estate, e cerco un po' di calore sotto la lampada, perché lei se ne è andata, alla fine, lasciandomi il suo tavolo vuoto e la sabbia dei gatti da pulire.

fornelli


Non ricordo come mai l'asciugacapelli fosse finito nel cassetto delle posate, ma non era importante dal momento che in quel momento mi servivano i cucchiaini per il caffé.

Aspetta primavera


"Aspetta primavera Bandini" J. Fante

"POST OFFICE" C.Bukowski


"Cominciò per sbaglio. si era sotto natale ed ero venuto a sapere dall'ubriacone che stava un po' più su, sulla collina, e che a Natale ci provava sempre, che avrebbero assunto più o meno chiunque, e così ci andai, e prima che potessi rendermi conto di quello che stava succedendo ero lì con la sacca di cuoio sulle spalle a girare tutto il giorno a piedi in lungo e in largo."

N.Y.

Il giovane Holden

"Un cavallo da 340 dollari e una puttana da cento" C. Bukowski



La sala dello zio



Supermarcato


Illustrazione in pongo per video in stop motion

Tutte le sere i soliti capricci prima della nanna

Il filo nero



1984 incipit



"Era una luminosa e fredda giornata d'aprile, e gli orologi battevano tredici colpi.Winston Smith, tentando di evitare le terribili raffiche di vento col mento affondato nel petto, scivolò in fretta dietro le porte di vetro degli Appartamenti Vittoria: non così in fretta tuttavia, da impedire che una folata di polvere sabbiosa entrasse con lui. L'ingresso emanava un lezzo di cavolo bollito e di vecchi e logori stoini. A una delle estremità era attaccato un manifesto a colori, troppo grande per poter essere messo all'interno. Vi era raffigurato solo un volto enorme, grande più di un metro, il volto di un uomo di circa quarantacinque anni, con folti baffi neri e lineamenti severi ma belli."
"1984" G.Orwell Mondadori

Hot man



Son passati due mesi



lavndino


Mi piace capitare nei bagni in disordine, vissuti, delle case in affitto, con gli specchi scheggiati e gli asciugamani appesi in modo approssimativo. E' un bagno che non ti aspetti, che non ti aspetta, e sa tanto di vita.